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“Biancaneve” (2025): quando il politicamente corretto spegne la magia

today2 Aprile 2025

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C’era una volta una fiaba senza tempo, che ha incantato generazioni con la sua semplicità, il suo candore e un messaggio eterno: la bontà vince sul male. Poi è arrivata Disney nel 2025, armata di CGI, agende ideologiche e 300 milioni di dollari, per riscriverla da capo… e rovinarla completamente.

La nuova versione live-action di Biancaneve è un film senz’anima, che tenta disperatamente di essere moderno, dimenticandosi cosa rendeva speciale l’originale del 1937. La protagonista, interpretata da Rachel Zegler, è irriconoscibile: non solo fisicamente distante dal personaggio classico (dalla “pelle candida come la neve”, come recita la fiaba), ma anche caratterialmente. Biancaneve qui è saccente, arrogante, priva di dolcezza. Zegler, già criticata per alcune sue uscite poco felici in fase promozionale, conferma nel film di non avere né la presenza né l’empatia per portare sulle spalle un ruolo del genere.

Non va meglio con Gal Gadot, una Regina cattiva che non fa paura, non seduce, non inquieta. È bella, certo – forse troppo. Ma questo non basta. La sua interpretazione è piatta, monocorde, e la tanto attesa trasformazione nella strega si risolve in una scena visivamente povera, fredda e totalmente inefficace. Nulla a che vedere con la versione animata che, nonostante risalga a quasi 90 anni fa, resta visivamente molto più potente.

La trama è stata completamente stravolta in nome di un progressismo mal calibrato:

• Biancaneve non pulisce più la casa, ora ordina ai nani di farlo.

• Il Principe non esiste più. Al suo posto, un ladro generico, senza alcun peso nella storia.

I nani non sono nani: sono creature generate al computer, per evitare polemiche su stereotipi. Peccato che, così facendo, si siano tagliati fuori attori realmente affetti da nanismo, che avrebbero potuto dare vita e cuore a quei personaggi.

• La colonna sonora, un tempo memorabile, è stata sostituita da brani privi di magia. Nessuna canzone rimane impressa. Nessuna emozione.

Questo film non è un omaggio, è una lezione mascherata da fiaba. Si respira continuamente l’ansia di dover “correggere” ogni elemento della storia per adeguarlo ai tempi moderni, ma senza offrire nulla in cambio. Nessuna poesia, nessuna meraviglia, nessuna emozione autentica.

Biancaneve avrebbe meritato un trattamento diverso. Non serviva modernizzarla a tutti i costi: bastava rispettarla. E invece, la Disney ha preferito riscriverla per renderla più “inclusiva”, dimenticando che le fiabe parlano al cuore, non all’agenda.

Un film che non incanta, non commuove e, soprattutto, non resterà. Una fiaba diventata propaganda.

VOTO: 3/10

Scritto da: Teodor Valcu

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